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COME RISTRUTTURARE IN SICUREZZA


Testo e foto del Geometra Benvenuti Paolo




Nell'articolo precedente abbiamo visto quanto è problemantica l'applicazione della normativa sismica
negli interventi di ristrutturazione.
Relativamente semplice è stato il costruire “un cappello” al fabbricato oggetto d'intervento.
Notevolmente più complicato è l'intervento in edifici più grandi dove le proprietà sono molteplici e gli
interventi non sempre sono, cronologicamente, allineati.
Nel caso specifico, ho avuto incarico professionale di progettare e seguire l'esecuzione dei lavori di
ristrutturazione di un appartamento posto al terzo di quattro piani fuori terra in un immobile edificato
a cavallo dei secoli XIX e XX.
In origine l'intervento previsto era molto semplice, demolizione degli intonaci, recupero dei pavimenti,
con la sola esclusione di quelli della cucina (troppo malandati), e la costruzione di un bagno, in quanto
quello esistente, con la più comune sistemazione in riferimento all'epoca, era posto al piano amezzato
su un terrazzino.
La demolizione della pavimentazione della cucina non ha riservato sorprese, nel senso che si è trovato
esattamente quello che ci si aspettava: sotto la classica graniglia era stato posizionato uno strato di
almeno 15 cm di terra mista a cenere, una volta questo era il sistema utilizzato per evitare dispersione
di calore.
Questa metodologia, se da un lato funzionava come isolante termico dall'altro appesantiva inutilmente
la struttura.
Non dimentichiamo che la tecnica di costruzioni di allora era molto diversa da quella che oggi si definisce
"scienza delle costruzioni".
Per ripristinare il letto su cui posare la nuova pavimentazione si è proceduto con la posa di uno strato di
poliuretano, con lo scopo di creare una barriera al rumore, al piano di sotto è posizionata la camera da
letto di proprietà di altre persone, successivamente, sopra lo strato di poliuretano, è stato posato uno strato
di compensato marino ancorato ai travetti in legno del solaio, e, in ultimo è stato gettato in opera un
         
massetto allegerito e ben livellato in modo da poter posizionare direttamente sopra di esso il pavimento
vero e proprio.

Nelle fotografie sono descritte le varie fasi di intervento nella cucina.


La sorpresa, in senso negativo, è arrivata al momento della demolizione della controsofittatura del
salone: la trave in legno centrale, ossia quella che regge il solaio del piano superiore era vessata nella
zona tesa, ossia nella "pancia".
Mi preme, per ricollegarmi all'articolo precedente, sottolineare che la vessatura della trave era dovuta
all'intervento effettuato al piano superiore dove, alcuni anni prima, fù eseguito un intervento di
ristrutturazione, mi si permetta il termine, selvaggia ossia sostituendo il sottofondo di terra e cenere con
del sottofondo classico con calcestruzzo e del massetto di sottofondo per la successiva posa della
pavimentazione.
Per rimettere la trave in condizione di lavorare in assoluta sicurezza per gli abitanti di tutto lo stabile si
sono vagliate alcune opzioni:
1) la prima era intervenire con la posa in opera di fibre di carbonio ( si tratterà di questa tecnica di intervento
    in uno dei prossimi articoli);
2) la seconda ipotesi, poi realizzata, era di mettere in opera due putrelle in acciaio per dimezzare il carico
   di lavoro della trave di legno e rinforzare la trave stessa con una "gabbia" di acciaio intorno alla parete vessata.
La terza fase della ristrutturazione era la costruzione del vano destinato a locale igienico.
Per non ricadere nell'errore della precedente citata ristrutturazione selvaggia, anche in considerazione del
fatto che le pareti che si andavano a costruire avrebbero gravato su dei solai e non in corrispondenza di
altre pareti sottostanti, si è provveduto a progettare un sistema di travi in acciaio posizionate immediatamente
sopra il pavimento.
Queste travi, sopportano il peso della parete soprastante evitando così di gravare sul solaio esistente.
Naturalmente il progetto è stato completato nella sua parte architettonica cercando di utilizzare dei materiali adatti
a proseguire la filosofia di costruire una "casa sicura".
Purtroppo si è intervenuto su un solo appartamento, come già accennato sarebbe stato ideale un intervento in
tutti gli appartamenti.
    
Nelle due immagini si vede il particolare delle due putrelle di acciaio poste in opera sotto la parete del bagno di
nuova costruzione


Sono in preparazione articoli su:
utilizzo delle fibre di carbonio nelle ristrutturazioni edilizie,
e utilizzo di isolatori sismici.



Segue .....


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